I cementi fosfocalcici
I cementi fosfocalcici (CPC) sono cementi idraulici, ottenuti tramite
una reazione acido-base in acqua o in una soluzione acquosa fra due fosfati
di calcio; uno acido, l’altro più basico. Dopo la miscelazione
il risultato è un fosfato di calcio di basicità intermedia,
meno solubile e che precipita.
Principio di ottenimento dei cementi fosfocalcici
Un materiale di tipo cemento consiste in una polvere (la fase solida)
che inizialmente forma un impasto plastico per miscelazione con la fase
liquida. Questo impasto viscoso si trasformerà in impasto plastico
durante la presa aumentando così le proprietà meccaniche
e dopo saturazione si indurirà diventando una massa solida.
Proprietà biologiche
I cementi fosfocalcici hanno biocompatibilità elevata e sono
ottimi osteoconduttori.
L’eccellente biocampatibilità e la loro formazione a bassa
temperatura permette l’incorporazione di molecole organiche ed
anche di cellule vive. Del resto, essi sono utilizzati come materiali
d'elezione per l'ingegneria tissutale, e come alternativa alle ceramiche
porose tradizionali.
Si possono distinguere due tipi di riassorbimento: quello passivo e quello
attivo. Il riassorbimento passivo è dovuto al tasso di dissoluzione
del materiale nei fluidi biologici, e dipende dai componenti finali del cemento.
Questo tipo di riassorbimento è determinato dalla porosità dei
campioni, dalle sostituzioni ioniche, dalla cristallinità e dal
pH dell'interfaccia di tessuto-cemento. Il riassorbimento attivo è dovuto
all’attività cellulare (macrofagi, osteoclasti…). L’attività degli
osteoclasti genera un pH di 5,5 che aumenta la dissoluzione dell'impianto.
Di solito questo tipo di riassorbimento si verifica solo sulla superficie
del cemento perché i pori presenti nei cementi non permettono la
penetrazione delle cellule o dei vasi sanguigni nel materiale.
Questo è il vero problema dei cementi fosfocalcici che si riassorbono
lentamente a causa dell’assenza di macropori.
Le applicazioni cliniche
Brown e Chow hanno considerato numerose applicazioni cliniche di questo tipo di materiale in campo ortopedico:
Fissaggio di endoprotesi
Colmatura dei tumori ossei
Nel campo dell'ortodonzia e della chirurgia orale
Base di copertura di cavitą per proteggere la polpa o coprire la polpa esposta
Sostituire o favorire la rigenerazione dell'osso perduto a causa della malattia parodontale
Colmatura di alveoli e aumento di creste ossee
Fissaggio degli impianti orali
Riassumendo possiamo dire che i cementi a base di fosfati di calcio hanno
il vantaggio di essere iniettabili, modellabili e di adattarsi ai difetti
ossei. Inoltre offrono un’eccellente biocompatibilità e sono
osteoconduttori. Ma il problema si trova nel tempo di presa, nella resistenza
meccanica e nelle loro proprietà biologiche finali.
Infatti, i lunghi tempi di presa dei CPC rendono delicate le loro applicazioni
cliniche. Ed il riassorbimento in vivo è molto lento a causa della
mancanza di macroporosità e/o perché i pori presenti nel
cemento non permettono la colonizzazione delle cellule o dei vasi sanguigni.
Per rimediare a queste carenze, sono state condotte numerose indagini:
abbiamo proceduto alla tecnica di emulsione dei fosfati di calcio, abbiamo
sperimentato la miscelazione dei CPC con cristalli solubili e non tossici
come zucchero e mannitolo; questi cristalli dopo indurimento del materiale
ammassato nell’acqua si eliminano per lasciare il posto a dei pori.
Un altro metodo è stato quello della creazione di macropori nel
materiale aggiungendo del NaHCO3 nella polvere di partenza. Tutte queste
tecniche non hanno aumentato in modo considerevole la macroporosità dei
CPC e la resistenza alla compressione è rimasta mediocre, rendendo
questi cementi non applicabili nei siti soggetti a sollecitazioni notevoli.
Per migliorare la resistenza e la macroporosità dei CPC, sono state
utilizzate altre tecniche: dei cristalli di mannitolo porogeno sono stati
rinforzati con delle fibre di aramina nel CPC. Un altro studio più recente
ha migliorato la resistenza aggiungendo del mannitolo ad alta solubilità con
del chitosano nel CPC.
Queste ultime tecniche, anche se hanno il merito di migliorare ulteriormente
le proprietà dei CPC, procedono tramite aggiunte di elementi naturali
estranei alla composizione di base dei cementi, rendendo la loro sintesi
problematica.
Per contribuire all’ottimizzazione delle proprietà precipitate,
GRAFTYS propone un nuovo biomateriale tipo cemento fosfocalcico che integra
delle fasi rapidamente riassorbibili e con una dissoluzione controllata
per indurre porosità all’interno della matrice fosfocalcica.
Una volta impiantato in un sito osseo, il prodotto indurito deve essere riassorbito
rapidamente dalle cellule e dai fluidi biologici in modo da permettere una
colonizzazione ossea dei macropori.
Il cemento bioattivo Graftys, brevettato nell'agosto 2006, possiede le
qualità inerenti a questa tecnologia:
- Malleabilità, iniettabilità
- Permette la colmatura totale di una cavità (importante da
un punto di vista pratico in chirurgia, e difficile da ottenere con
un altro tipo di prodotto)
- Buona interfaccia cemento – ambiente osseo
- Fase minerale simile a quella delle ossa
- Qualità di resistenza meccanica adattata
- Assenza di esotermia durante la presa del cemento (importante in
chirurgia, e uno dei considerevoli svantaggi del cemento PMMA e delle
prime generazioni di cementi fosfocalcici)
- Assenza di contrazione volumetrica durante la presa.
…apportando inoltre due innovazioni superiori:
Una
matrice di fosfato di calcio per una grande rapidità di riassorbimento
Una macroporosità di alta qualità
Per qualsiasi ulteriore informazione riguardo questa tecnologia sviluppata
da GRAFTYS,
potete contattarci al +33 (0)4.42.60.30.00 o tramite e-mail: contact@graftys.fr
Phosphocalcic cement - Innesto osseo - Bone filling